Editoriale

La scelta del motore

Analizzato lo sviluppo del settore abbiamo riscontrato un orientamento delle preferenze dellutenza verso i motori entro-fuoribordo, capaci di offrire i vantaggi pratici dell'entrobordo e la facilità e flessibilità di installazione e di impiego del fuoribordo. Inoltre la possibilità di accoppiare al piede poppiero il motore diesel ha aumentato notevolmente la diffusione ed il gradimento di questa tipologia di motore. Per quanto concerne il motore entrobordo, che conserva un dominio pressoché esclusivo nelle potenze più elevate, non prevediamo uno sviluppo di rilievo. Al contrario immaginiamo un ritorno del fuoribordo legato alla introduzione del quattro tempi ed ai perfezionamenti che hanno trasformato il tradizionale due tempi.
In ogni caso è bene sottolineare che la scelta del motore implica alcune considerazioni sullo scafo che, ovviamente, deve essere opportunamente attrezzato ed equipaggiato. Nel caso in cui si prediliga un motore fuoribordo sarà necessario scegliere uno scafo con una poppa predisposta all'aggancio. Uno dei principali vantaggi di questo scafo è costituito dal fatto che esso può essere sostituito, senza alcun problema né pratico né burocratico, in ogni momento.
Se si scegliesse un entro-fuoribordo linstallazione sarebbe più semplice: è sufficiente che allo scafo, appositamente progettato per sopportare una concentrazione di pesi a poppa, sia praticato un buco di opportuna sagoma nello specchio di poppa e nessuna altra tecnica particolare sarà necessaria, essendo l'allineamento realizzabile con una livellazione che porti ad un corretto accoppiamento delle flange interna ed esterna.
Infine, nel caso in cui si prediligesse un entrobordo classico -linea d'asse- lo scafo dovrà essere provvisto di timone/i, di un astuccio, di supporti, e che lo spazio per l installazione del motore a prua sia tale da diminuire linclinazione dell'asse ed a poppa tale da evitare assi lunghi e distribuzione di pesi non idonea. Tuttavia esistono riduttori con uscita inclinata o addirittura a V invertito, ma questo diminuisce solo la portata del problema senza risolverlo completamente.
Nel caso dei motori entrobordo classici ed entro-fuoribordo vi ricordiamo che lo scafo è tecnicamente e burocraticamente legato al tipo di motore prescelto, quindi una eventuale sostituzione risulta più complessa
Analizziamo, di seguito, alcune delle principali caratteristiche delle tre tipologie di motore sopraccitate:

a) l'entrobordo

delle tre soluzioni possibili l'entrobordo resta l'unica quando si abbia a che fare con potenze che eccedono quelle possibili massime per il fuoribordo e l'entrofuoribordo, nel caso in cui le tre le soluzioni sono proponibili lentrobordo classico resta il più semplice nei componenti ma il più complicato da realizzare e da gestire. Oltre al motore sono necessari un riduttore, un invertitore ed un'elica che deve essere studiata in funzione delle caratteristiche dello scafo e della potenza del motore da trasmettere. Oltre ad un allineamento molto preciso è necessario predisporre dei giunti elastici. Per queste ragioni il diporto di media potenza non crediamo si svilupperà verso lentrobordo classico.

b) il fuoribordo

occorre porre particolare attenzione allaffidabilità ed alla pulizia di questa tipologia di motore. Tuttavia è opportuno sottolineare che il fuoribordo oggi ha fatto molta strada, e molta ne farà ancora. Il due tempi è diventato molto più silenzioso,e sono migliorati anche il comfort e la pulizia; il quattro tempi, da sempre limitato alle piccole potenze, sta entrando nell'area dei cento cavalli e va ad insidiare le posizioni da sempre dominate degli entro-fuoribordo, con il vantaggio di essere più economico, meno pesante e di dimensioni più ridotte. Il fatto che il fuoribordo stia divenendo una sorta di "concentrato" autonomo rispetto allo scafo ed agli spazi abitabili o sfruttabili, lascia presupporre una "rimonta" del fuoribordo di elevata potenza nella scelta delle motorizzazioni.

c) l'entrofuoribordo

Il motore viene istallato all'interno della poppa, orizzontale e collegato al piede esterno mediante una flangia di ridotte dimensioni. Le eliche sono una o due controrotanti. Lestrema precisione degli ingranaggi e dei collegamenti meccanici, tutti realizzati in fabbrica e montabili solo con poche e semplici regolazioni, rendono questa soluzione ideale per l'utenza. Inoltre, in caso di malfunzionamenti, la garanzia del costruttore copre, di norma, sia il motore che il piede.
In conclusione, fatte queste valutazioni, la soluzione migliore risulta, di norma ed a parità di potenza, quella del fuoribordo. Per piccole potenze il fuoribordo consente una maggiore elasticità di impiego e rende possibile la planata, impensabile per l'entrobordo, legato al dislocamento dai suoi pesi. Lentrofuoribordo necessita di un investimento iniziale maggiore, legato soprattutto alla precisione degli accoppiamenti e degli ingranaggi. Tuttavia questo costo può essere almeno in parte ammortizzato dai minori costi di installazione e dalle migliori prestazioni, sia a livello pratico che a livello di ingombro, che lentrofuoribordo offre agli utenti.

LA MANUTENZIONE

Distinguiamo tra gli interventi di routine e quelli di emergenza:

1) interventi programmati

considerato che un che un corretto rimessaggio invernale giova ad ogni tipo di motorizzazione, non esistono particolari diversità tra i tre tipi di motore considerati. Tuttavia consigliamo per l'entrofuoribordo una verifica della cuffia (non è necessario cambiarla ogni stagione) al fine di prevedere eventuali cedimenti causati da fessurazioni. Per l'entrobordo bisogna verificare il sistema di raffreddamento, il sistema di scarico e soprattutto la tenuta dell'astuccio dell'asse elica.

2) interventi di routine

Gli interventi di emergenza presentano, chiaramente, maggiori difficoltà.Se il motore è fuoribordo bisogna lavorare protesi fuori dalla poppa e, in caso di mare agitato, la situazione può divenire rischiosa e critica. Nel caso di problemi a timonerie ed elica dell'entrobordo risolvere il guasto da soli diviene pressoché impossibile a meno che si abbiano competenze specifiche e non si disponga di una attrezzatura da subacqueo (con i rischi e le difficoltà che comporta) o non si possa far alare la barca.