Editoriale

Malesseri a bordo

La cassetta di pronto soccorso

Considerata la situazione la cassetta di pronto soccorso costiuisce un elemento di fondamentale importanza a bordo. Riteniamo, perciò, opportuno riportare sinteticamente la qualità e la quantità dei prodotti di cui devono essere provviste, anche per legge, le predette unità.
Il decreto 25/5/1988, attualmente vigente, prescrive che, secondo la tabella D del decreto, le imbarcazioni e le navi abilitate alla navigazione senza alcun limite, e non altre categorie di unità da diporto, che non abbiano per equipaggio personale marittimo arruolato, debbano avere a bordo una cassetta di pronto soccorso con le seguenti caratteristiche:

  • contenitore di materiale rigido, a chiusura stagna, facilmente asportabile e galleggiante;
  • medicinali per uso esterno: disinfettante a base di ammonio quaternario (un flacone da 250 cc);
  • materiale per medicazione: ammoniaca (un flacone di vetro scuro), bende di cambric (5 confezioni di varie misure), cerotto adesivo (una confezione), cerotto medicato (una confezione), cotone idrofilo (un pacco da 250 gr), una forbice comune, garza idrofila compresse (una confezione di varia misura), garza vaselinata compresse (una confezione), un laccio emostatico, una stecca per fratture.

Breve spiegazione dei presidi terapeutici contenuti nella cassetta di pronto soccorso:

  • Disinfettante a base di ammonio quaternario
  • Ammoniaca: nonostante in passato si ritenesse che gli impacchi di ammoniaca fossero utili se applicati sulle punture d'insetto o sulle ustioni da medusa oggi è stato appurato che, in realtà, l'ammoniaca è fortemente urente e la sua applicazione su lesioni già dovute a sostanze chimiche non fa che aggravarle, ci permettiamo, perciò, di consigliarvi una più utile al cortisone che potrete reperire facilmente in farmacia.
  • Bende di cambric: questo sono bende di cotone abbastanza resistente che non si sfilacciano e che presentano una certa versatilità d'impiego: risultano utili per fasciare un'articolazione traumatizzata; per praticare la prima immobilizzazione di un arto fratturato, per comprimere una zona di emorragia dopo averla medicata o per bendare dall'esterno una medicazione complessa. Per queste ragioni risultano indispensabili allinterno della cassetta di pronto soccorso.
  • Cerotto adesivo: supponiamo che non sia necessario illustrarvi lutilizzo dei cerotti, tuttavia è bene sottolineare le principali differenze esistenti tra i cerotti di stoffa e quelli di carta. I primi sono molto adesivi ma richiedono una certa forza per essere staccati, mentre quelli di carta si staccano più facilmente ma sono anche meno adesivi. In genere i cerotti di stoffa sono più resistenti quando si bagnano ma al tempo stesso risentono maggiormente dell'umidità , per cui non è raro trovarli completamente inutilizzabili dopo una sola stagione di conservazione. Il cerotto adesivo può essere usato per fermare le garze di una medicazione o le estremità di un bendaggio e non va mai applicato direttamente su di una ferita. Riteniamo, perciò opportuno dotarsi di entrambe le tipologie di cerotti curandosi del loro stato di conservazione nel tempo.
  • Cerotto medicato: nonostante il nome possa trarre in inganno per cerotto medicato si intende il cerottino di uso comune, che si trova già confezionato sterilmente in diverse misure. Questi, oltre ad essere molto utili e di facile e diretta applicazione sulle ferite disinfettate, se la confezione è integra hanno una lunga durata di conservazione.
  • Cotone idrofilo: il cotone idrofilo, che in commercio si trova sia in confezioni normali che sterili, si rivela utile per ricavare piccoli tamponi da medicazioni da imbibire con il disinfettante, per creare un ulteriore protezione esterna alle medicazioni già eseguite con garze e cerotto o per ammorbidire lo steccaggio bendato di fratture e contusioni.
  • Forbice comune: le forbici sono indispensabili per qualsiasi manovra medica, per tagliare garze, cerotti ma anche vestiti quando non possono essere sfilati.
  • Garza idrofila compresse: le garze sterili, presenti sul mercato in confezioni di varie misure (cm 10x10, 20x20 ecc.), servono per coprire le ferite dopo che queste siano state medicate ed abbiano smesso di sanguinare. Una volta aperta la busta contenente le garze è necessario rifornirsi di una nuova confezione e non utilizzare le garze residue per un'altra medicazione, in quante queste perdono immediatamente la loro sterilità.
  • Garza vaselinata compresse: anche se non sono molto conosciute, le garze vaselinate che si trovano in confezioni di metallo sterili, risultano utilissime per la medicazione di alcune tra le più comuni ferite. Infatti, dopo essere state staccate dalle sottostanti, devono essere applicate su ferite con perdita di sostanza come abrasioni o ustioni, in quanto ricoprono e proteggono le superfici cruente senza attaccarsi. Molte contengono anche sostanze, come le fitostimoline, che favoriscono la riepitelizzazione delle ferite. Una volta poste sulla ferita vanno coperte con cotone o con garze idrofile e poi con cerotto.
  • Laccio emostatico: si tratta di un tubicino di gomma di piccole dimensioni che normalmente serve per determinare una stasi del sangue venoso In realtà il suo impiego in caso di traumi o ferite è molto discutibile in quanto esso, soprattutto in mani non esperte, se non applicato nei punti giusti e stretto a sufficienza, può non risultare realmente "emostatico", cioè in grado di fermare l'afflusso di sangue arterioso all'arto (cosa invece a volte necessaria in presenza di ferite con emorragia abbondante) ma anzi, ostacolando il deflusso venoso, può determinare un effetto paradosso con aumento dell'emorragia. Inoltre la necessità dellapplicazione del laccio emostatico deve essere attentamente valutata in quanto questo potrebbe causare lesioni ulteriori, crediamo, perciò, opportuno utilizzarlo solo in casi di effettiva necessità e dietro consiglio di un esperto.
  • Stecca per fratture: esistono diversi tipi di stecche che si utilizzano per la immobilizzazione delle fratture degli arti. è utile averne una di dimensioni adeguate anche per lo steccaggio di un arto inferiore. La stecca serve per rettilineizzare e per immobilizzare l'arto, e a questo fine va stretta intorno all'arto stesso mediante un bendaggio da effettuarsi con la benda di cambric.

Avvertenze e cautele

Anche se alla cassetta di pronto soccorso non è, in genere, dedicata una grande attenzione, vi consigliamo di non acquistarne una di quelle preconfezionate presenti in commercio ma di prepararvi da soli la cassetta. Anche se non si è medici, acquistando il materiale prescritto direttamente in farmacia potrete conoscere bene i prodotti che avete ed essere certi della scadenza delle confezioni e della qualità dei prodotti. Non di rado il materiale presente nelle cassette preconfezionate è di scarsa qualità (le forbici sono di plastica, il laccio emostatico può essere di gomma fragile, le stecche possono essere di dimensioni inadeguate ecc.).
Il corretto utilizzo del materiale di pronto soccorso presuppone qualche accortezza, dettata più che altro dal buon senso: prima di tutto a ogni cambio di stagione è opportuno ricontrollare il contenuto della cassetta, perché per quanto stagni e impermeabili siano i contenitori, l'umidità sempre in agguato ne può alterare il contenuto, dato che i cerotti, il cotone e le confezioni di garze sterili sono particolarmente sensibili ad essa; bisogna poi verificare la data di scadenza delle confezioni sterili; si deve inoltre evitare, nel medicare ferite altrui, di contaminarsi con il sangue; le garze sterili vanno maneggiate correttamente, per evitare che perdano la loro caratteristica di sterilità ; se non si è un minimo pratici, è meglio non "avventurarsi" in steccaggi di fratture ma solo tenere l'arto ben fermo; per ciò che riguarda l'uso dell'ammoniaca e del laccio emostatico si rimanda alle osservazioni di opportunità fatte nel paragrafo precedente. Nel caso in cui vi fosse possibile vi ricordiamo che presso le sedi della Croce Rossa Italiana si tengono annualmente corsi di pronto soccorso gratuiti che permettono di prendere confidenza con i prodotti sopraccitati. Ci permettiamo, inoltre, di consigliarvi di inserire allinterno della cassetta anche i classici guanti in silicone che vi permetteranno di proteggervi dalle contaminazioni con il sangue altrui e di proteggere ulteriormente le vostre mani in caso queste si siano ferite.

Osservazioni e possibili integrazioni

La composizione della cassetta di pronto soccorso per le imbarcazioni e le navi da diporto abilitate alla navigazione senza alcun limite è chiaramente finalizzata, nell'intento del decreto ministeriale, all'approccio nei confronti di piccole ferite o ustioni (dal momento che quasi tutto il materiale serve sostanzialmente alle medicazioni) ed eventualmente di fratture degli arti. Infatti per le unità da diporto citate non è prescritta l'obbligatorietà di alcun tipo di medicinale per uso interno né di presidi per medicazioni più complesse o per terapia iniettiva endomuscolare o endovenosa; questo materiale è invece previsto - con differenziazioni di qualità e qualità - per altre categorie di mezzi naviganti, e anche per le unità da diporto prima citate nel caso in cui l'equipaggio sia formato, anche in parte, da personale marittimo arruolato.

Ulteriori Consigli

è opportuno conoscere se qualcuno dei compagni di navigazione assuma terapia cronica; in questo caso bisogna assicurarsi che possegga i medicinali specifici nella giusta quantità; bisogna poi accertarsi se qualcuno dell'equipaggio abbia una indisposizione apparentemente temporanea, in ogni caso è opportuno integrare la cassetta di pronto soccorso con un termometro e con i seguenti medicinali:

  • analgesici, antipiretici, antireumatici: utili in caso di febbre o di dolori di media entità (reumatismi, dolori muscolari, nevralgia, mal di testa, mal di denti, manifestazioni da raffreddamento o di tipo influenzale); tra i più diffusi quelli a base di acido acetilsalicilico, a base di derivati pirazolonici o a base di derivati del paraaminofenolo.
  • antispastici: utili in caso di dolori viscerali (coliche epatiche, coliche renali, coliche intestinali, dolori mestruali); tra i più diffusi gli esteri di sintesi con amina quaternaria.
  • antiacidi: utili in caso di acidità di stomaco; tra i più diffusi quelli a base di idrossido di magnesio e alluminio.
  • antibiotici: sono un gruppo di farmaci molto ampio, ciascuno con peculiari indicazioni; può essere utile avere a disposizione un derivato penicillinico indicato nel primo approccio alle infezioni con febbre tipo otiti, tonsilliti, bronchiti, e un antibiotico intestinale indicato nelle gastroenteriti con diarrea.
  • coronarodilatatori: utili in caso di dolori cardiaci tipo angina pectoris, sono a base di nitroderivati.
  • anticinetosici: utili in caso di mal di mare ma efficaci soprattutto se assunti prima di salpare, possono indurre sonnolenza; tra i più diffusi gli antistaminici ed i sistemi a cerotto a base di scopolamina.
  • antiemetici: utili in caso di nausea e vomito di notevole entità; tra i più diffusi quelli a base di metoclopramide.
  • antistaminici: utili in caso di crisi allergiche, come l'asma, o di lesioni urticanti, come il contatto con una medusa.
  • pomate al cortisone: utili in caso di eritema solare o lesioni urticanti.
  • pomate antinfiammatorie: utili in caso di traumi o distorsioni.

L'uso dei medicinali descritti da parte di chi non è medico va sempre condizionato ad alcune norme di prudenza: a) verificare la data di scadenza delle singole confezioni:

  • non assumere alcun farmaco in caso di accertata o sospetta allergia ad esso;
  • non usare farmaci se non si è sicuri della natura dell'evento morboso cui si sta cercando di ovviare;
  • leggere accuratamente le avvertenze di ciascun farmaco, anche per ciò che riguarda la posologia;
  • consultare un medico appena possibile, evitando nel frattempo somministrazioni ripetute del farmaco stesso.

N.B. per l'acquisto dei farmacivi consigliamo di rivolgervi al vostro farmacista di fiducia che sarà in grado di indicarvi anche le modalità di somministrazione opportune. Vi suggeriamo di crearvi una sorta di diario sul quale annotare, per gli incidenti più comuni, le tecniche e le modalità di medicazione.